Monday, October 09, 2006

…se questa vicenda fosse solo un film e io ne fossi il regista non esiterei neanke un momento e ne modifikerei la storia…

primo piano. Occhi di lei che guarda il cielo grigio al di la della finestra.
pensierosa, bella e folle come al solito.


stacco

lui, flashes. Frenetico si districa fra il lavoro ed i convulsi ritmi della città.
rimbalza da una parte all’altra della sua fetta di mondo come se nulla possa arrestarlo ma, di tanto in tanto, il suo sguardo si fissa nel vuoto.
Poi le parole riprendono a fluire, i sorrisi riprendono a splendere e la corsa riparte come sempre.

Lei, ufficio deserto. Si tuffa nel suo giaccone, mette in spalla il solito zainetto e va via a testa bassa, rimuginando in maniera tanto violenta da far trasparire un involontario movimento delle labbra.

Lui, un bar. Il lavoro è terminato e per stasera non ci sono cose particolari in programma, non è triste ma neanche allegro. beve un caffé e fuma qualke sigaretta buttando, distrattamente, un occhio alle vetrine. può darsi che acquisti dei dolci per la colazione del giorno successivo.

Lei, primissimo piano. Ora sorride, non è ancora convintissima della scelta fatta e di solito non elargisce facilmente sorrisi al mondo ma ora c’è poco da dire: sorride di gioia. estrae un libro dalla borsa e legge cullata dal ritmico tumtumtum del treno che fugge.

Lui, davanti ad un vetro. Tira fuori il portafogli, ne estrae alcune monete e si infila nella sala scura, silenzioso si siede e ridiventa bambino. Grazie fratelli Lumiere.

Lei, aria buia e fredda. Tira su il collo del giubbotto e procede spedita mantenendo la giusta attenzione per la strada ancora poco familiare.

Lui, di nuovo davanti ad un vetro. Si guarda riflesso nel finestrino del treno e si fa una boccaccia. tumtumtumtum. il treno è ormai prossimo alla sua destinazione.

Lei, davanti la porta di casa. E’ chiusa, la spinge ancora ma è sicuramente chiusa e lei non ha le chiavi. poco male, si accoccola sulle scale e pazientemente aspetta.

Lui, aria fredda e buia. Solito tratto a piedi, solite cuffie spinte nelle orecchie e solito passo svelto. una sigaretta nel tragitto ci può stare ma anche due. veloce taglia la notte.

Loro. Si vedono, mentre lui si stava sfilando il portachiavi dal passante dei jeans… a lui casca la mascella mentre prova a farfugliare qualcosa con scarsi risultati. lei infreddolita gli sorride, si alza, gli risistema la mascella e poi lo bacia fino a stordirlo.

Interno... luce morbida e soffusa , nell’aria le note di un vecchio disco si mescolano ai profumi di una cena che si preannuncia allegra e rigenerante. volano baci e mille carezze…
fa caldo.


Ke dite, banale?? beh certo, lo è davvero!!! ed è forse così ke dovrebbe essere, perkè l’amore è banale… sono i suoi percorsi ad essere contorti e fascinosi!e se la cosa più importante(non lo è forse?) del vivere è così banale… beh, ci sarebbe da riflettere un bel po’.

emmepi8

post scriptum
mi manki da morire!




3 comments:

PaolAlda said...

Bello questo film...un ricordo per il malato di cuore :)

Molloch said...

non ho letto minimamente il post perchè troppo lungo e sono passato direttamente al commento ;) si è sparsa la voce di una gig dei rudy&crudy il 20.10 al black cat? confermi? un saluto

mpotto said...

confermo... ma la prox leggi il post sennò quelli della pro-loco non mi danno i 35 centesimi di diritti!!!
ennepi8